Volley A2 playoff, la Consar Ravenna è già con le spalle al muro: «Dovremo farci trovare pronti»

Marco Ortolani
C’erano tutti i migliori segnali e le migliori premesse: organico tutto a disposizione dell’allenatore, una bella e intensa settimana di lavoro, il concreto fattore campo del PalaCosta, che offre ben altro «appoggio» rispetto al De Andrè, e un avversario sistemato in regular season con due perentori tre a zero. E mettiamoci anche gli stimolanti tepori della prima domenica di primavera... Ebbene, l’attesa dell’esordio della Consar nei playoff è andata delusa da molti punti di vista. Il principale, naturalmente, è quello della squadra, che ha giocato un gran primo set, ma poi si è avvolta nel nervosismo e negli errori, subendo il fuoco al servizio dell’Emma Villas Siena, che si è presa autorevolmente gara-1. Ha steccato anche il pubblico di Ravenna: solo 700 presenze. Un dato che non aderisce al valore della squadra, all’importanza della partita, alla tradizione della città e all’ambizione di crescita della società. Per quest’anno, solo il pathos di una possibile finale-promozione (che si giocherebbe comunque al Costa) potrà dare l’idea dell’evento che ben si accompagnerebbe ad un’impresa di questo tipo. Per il prossimo anno occorrerà farci una ragionata a vari livelli. Dicevamo della squadra: eccessivo e disordinato l’agonismo di Copelli; disorientato Vukasinovic che nel dopo partita dichiara con candore «gioco da sei anni ma una squadra che rischia così tanto la battuta, con questi risultati, non l’avevo mai incontrata»; acerbo Zlatanov; appassito Tallone, soprattutto nei palloni importanti del finale thrilling. Un finale in cui Guzzo è rimasto vittima di crampi, ma che Valentini ha ostinatamente tenuto in campo da zoppo, con risultati imbarazzanti e pericolosi. Una scelta non chiara: «Il ragazzo e lo staff mi hanno confermato che potevano stare in campo», ha provato a spiegare il tecnico. Domenica si gioca gara-2 a Siena con i toscani spinti da una forte inerzia: Nelli è sembrato giocatore di categoria superiore, Nevot un grande direttore d’orchestra. Vukasinovic mormora: «Non potranno fare un’altra partita del genere al servizio... e, se la faranno - aggiunge - dovremo farci trovare pronti». Ci vorrà, però, la Consar dello show-time di gennaio (o quantomeno quella del brillante primo set che aveva acceso illusorie speranze), per ribaltare la serie e tornare al Costa due imperativi: un «3» nel conto set e un «1.000» al botteghino. Nel frattempo, pur assente alla partita contro Siena, si è risentito Bonitta: «Avevo questioni familiari che non mi permettevano di stare in America. Ma sono pronto a ripartire, in Italia o in Europa. A Ravenna non tornerò. Vedo difficile questa sfida contro Siena, una squadra esperta che, come avvenne anche l’anno scorso, sa arrivare ai playoff nella migliore condizione. Ma 700 spettatori non vanno affatto bene: occorre studiare un piano di rilancio per le prossime stagioni».