Nell'Appennino faentino frane, smottamenti e allagamenti: la pioggia del 14 marzo ha lasciato ferite profonde

Riccardo Isola - L’ondata di maltempo del 14 marzo scorso ha di nuovo colpito pesantemente il territorio. Soprattutto quello appenninico. Da Marradi a Brisighella passando per Palazzuolo sul Senio e poi scendendo a Casola, Riolo e Castello sono questi i comuni che di più hanno risentito delle piogge cadute copiose. Non si sono ancora e certo rimarginate le ferite di sei mesi fa, per non parlare di quelle del maggio 2023, che il territorio a ogni temporale o pioggia copiosa si trova a vivere con il fiato sospeso. Cittadini, imprenditori agricoli, istituzioni ad ogni allerta rossa scattano sull’attenti per cercare di capire quali e di quale portata saranno i danni che, purtroppo ormai sicuramente, si verificheranno. E l’ondata del week-end di metà marzo, seppur risparmiando la parte pianeggiante, non è stata da meno. Partendo dall’alto, a Marradi e Palazzuolo, a creare disagi e preoccupazione sono state soprattutto le frane. Lungo gli assi viari di valle e intravallivi, come le Provinciali 306, 32 e 477 a Palazzuolo e la Sr 302 a Marradi, diversi smottamenti di fango, arbusti, pietre e detriti hanno invaso le carreggiate imponendo non solo la chiusura temporanea ma anche la riapertura a sensi unici. Per non parlare dei dissesti del piano stradale stesso, verificatisi in diversi punti. Nel borgo medievale della valle del Lamone, Brisighella, la piena proveniente da monte, ha, come ormai succede sempre più spesso nella zona termale, quella del campo sportivo per intenderci, invaso le proprietà vicine. Sotto diversi centimetri di acqua e fango sono finiti di nuovo l’impianto sportivo, il bar e le strutture a supporto delle attività, per non parlare di diverse residenze. Non solo. La piena ha inoltre compromesso la struttura del guado, rendendola impraticabile. La situazione riguarda alcuni residenti che sono stati contattati e informati che verrà eseguito un intervento in somma urgenza di ripristino non appena il livello dell’acqua consentirà la partenza dei lavori della Protezione civile. Altra questione legata alle continue esondazioni è quella agricola. Allo stato attuale circa un centinaio gli ettari che sono stati completamente allagati nella collina tra Brisighella e Sarna. Situazione difficile è stata poi quella legata alla ferrovia. Ovviamente a causa dell’allerta rossa i treni della tratta Faentina sono stati sospesi con istituzione, protratasi per diversi giorni, del servizio sostitutivo con autobus. In tema di frane, invece, quella verificatasi a Strada Casale è per ora «sotto controllo», nel senso che sono in atto costanti sopralluoghi per capire se si dovessero rilevare segnali di peggioramento e di rischio per abitazioni o infrastrutture. Proprio a Brisighella intanto, visto le ripetute esondazioni per le case più vicine all’alveo, si inizia a ipotizzare la delocalizzazione residenziale. Con lo scopo precauzionale a Castel Bolognese, come già successo sei mesi fa e prima ancora nel 2023, sono state duecento le persone che sono state fatte evacuare dalle proprie abitazioni. A Riolo Terme, al di là di una piena importante che ha attraversato la parte urbana della zona termale, senza creare questa volta danni, il maltempo ha creato un movimento franoso in zona dei Crivellari, il borgo di gesso all’ombra della Vena. A causa del materiale la strada è stata interrotta per diverse ore per poi essere ristabilito il transito a partire dalla giornata del 15 marzo. Al di là delle chiusure precauzionali delle strade comunali, a Casola Valsenio questa volta le precipitazioni non sembrano aver risvegliato la precarietà dello stato del territorio. Fatto salvo che la situazione post alluvioni precedenti oltre a non essere risolta desta comunque sempre grande apprensione che possa creare ulteriori smottamenti e frane.