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Emilia Romagna, controlli venatori: Carabinieri Forestali staccano sanzioni per 4 mila euro

Romagna | 04 Marzo 2025 Cronaca
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Nelle scorse settimane si sono conclusi i controlli venatori dei Carabinieri Forestali eseguiti nell’ambito della campagna “FAUNA SICURA 2025” in tutti i territori delle nove province. I 73 Nuclei Carabinieri Forestale, presenti in Emilia Romagna in ambiente montano, collinare e di pianura, hanno eseguito complessivamente 555 controlli, che hanno avuto luogo in zone rurali del territorio, nonché all’interno e in prossimità di aree protette ricadenti in Parchi Regionali, Riserve Naturali e siti ricompresi nella rete Natura 2000. A seguito di tali controlli sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 4000 euro; le infrazioni accertate e contestate hanno riguardato principalmente la mancata esecuzione della prescritta annotazione sul tesserino regionale “omessa segnatura della giornata venatoria” , la “mancata rimozione dell'appostamento temporaneo e/o dei materiali usati derivati dall'attività venatoria al termine della giornata (compresi i richiami e gli stampi)” e il “mancato rispetto delle distanze da abitazioni, immobili e fabbricati durante l’esercizio venatorio”. Tenuto conto della vastità del territorio regionale e della diversità di ambienti naturali, i controlli sono stati adattati ai diversi contesti territoriali e gli obbiettivi sono stati declinati alle diverse realtà faunistiche. In particolare, in prossimità delle zone umide i servizi sono stati principalmente rivolti al contrasto di pratiche di caccia non consentite nei confronti dell’ornitofauna migratoria e stanziale, come anatidi e altre specie legate agli habitat palustri. I carabinieri forestali rimarcano come le aree umide (fiumi, paludi e lagune) sono particolarmente importanti dal punto di vista ecologico, in quanto molte specie di avifauna raggiungono questi luoghi per svernare, oppure li utilizzano come tappe intermedie di complesse rotte migratorie. Pertanto, tali zone e la fauna ivi presente, sono oggetto di particolare tutela a livello internazionale. Nei territori ubicati nell’alto Appennino, i controlli sono stati incentrati al contrasto di pratiche venatorie illecite, come l’utilizzo dei richiami elettroacustici e reti da uccellagione, finalizzate alla cattura massiva dell’avifauna migratoria, definita di “passo”. In tali contesti, sono stati eseguiti numerosi accertamenti presso gli appostamenti di caccia fissi, dove presenti, e sono stati sottoposti a controllo coloro i quali esercitavano l’attività venatoria in forma vagante. In merito al prelievo venatorio degli ungulati, i Carabinieri Forestali hanno rivolto particolare attenzione nel controllo delle diverse squadre di cacciatori impegnate in battute di caccia collettive al cinghiale svolte con l’ausilio di cani, definite alla “braccata” e alla “girata”. La pratica di caccia alla “braccata” è, infatti, non consentita nelle porzioni di territorio emiliano classificate come “Zone di Restrizione” per quanto riguarda la Peste Suina Africana (PSA). In tali contesti è stato rilevante il lavoro svolto dai Carabinieri Forestali nella verifica degli abbattimenti di cinghiali previsti dai piani di controllo, contenimento e depopolamento della specie. Il depopolamento dei predetti suidi selvatici è di fondamentale importanza al fine di contenere l’espansione del virus nel territorio regionale.
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