Calcio D, Onofri è il difensore-goleador del Ravenna: «Studio l’Atalanta e segno solo reti pesanti»

C’è un cesenate che ha conquistato Ravenna e soprattutto il Ravenna. Questa splendida storia corre lungo la mezz’ora di E-45 che Matteo Onofri percorre quotidianamente, macinando chilometri proprio come quando scende in campo. Classe 2004, il difensore cresciuto nel florido vivaio bianconero si sta facendo le ossa in giallorosso, dove è titolare inamovibile negli ingranaggi della miglior difesa del campionato. Ma Onofri non si è mica fermato qui. Nel girone d’andata contro l’Imolese, che domenica sarà curiosamente ospite al Benelli, e domenica scorsa a Sasso Marconi, il difensore romagnolo ha firmato due gol pesantissimi, che hanno permesso al Ravenna di trasformare due pareggi in due vittorie per un totale di 4 punti in più in classifica. Firmati in calce dal numero 26 giallorosso.
Onofri, ripensando al gol realizzato al Galli e a quello di domenica scorsa, per lei qual è stato il più pesante?
«Questa è una bella domanda (sorride, ndr), perché effettivamente non saprei rispondere. Se penso soltanto al peso dei due gol, non riuscirei a scegliere perché entrambi son stati decisivi. L’unica differenza è che sono arrivati in due momenti diversi: all’andata venivamo da due sconfitte consecutive contro Pistoiese e Sasso Marconi e quella rete fu anche una specie di liberazione, perché permise al Ravenna di tornare al successo in un momento oggettivamente complicato. Domenica, invece, è stato un gol altrettanto fondamentale perché ci ha permesso di rispondere alla vittoria del Forlì nel big-match contro il Tau e di restare al primo posto in classifica. Insomma, li metterei sullo stesso piano, sottolineando che sono stati entrambi decisivi».
Ravenna è la prima piazza di grande prestigio in cui è approdato e gioca quest’anno. Quali emozioni prova nel giocare per la prima volta in carriera davanti a così tanti tifosi?
«Ravenna è una piazza importantissima, sto capendo giorno dopo giorno e partita dopo partita di quanto sia seguito il calcio in città e soprattutto quest’anno. Per me è davvero emozionante giocare davanti a così tanti tifosi e a persone importanti, che vengono spesso al Benelli. Scendere in campo con il supporto di tanti tifosi è bellissimo, lo stadio è sempre caldo e pieno e anche in trasferta arrivano tanti tifosi, proprio come domenica scorsa a Sasso Marconi, dove mi sembrava di giocare in casa. Quanto al mio campionato, sto provando a ripagare la fiducia della società e anche della piazza».
Qual è il suo difensore di riferimento? A 20 anni ha un esempio da seguire tra i «grandi»?
«Preferisco studiare il modo di difendere di alcune squadre e non i singoli difensori, quindi non ho un punto di riferimento o un vero e proprio esempio, ma seguo con grande interesse la fase difensiva dell’Atalanta di Gasperini, perché mi piace chi gioca uomo contro uomo a tutto campo come fanno loro. Quindi il mio punto di riferimento diciamo che è l’Atalanta».
Domenica scorsa avete risposto al successo del Forlì, che ha battuto il Tau, a cui avete preso 3 punti in classifica. Secondo lei i toscani sono ancora in ballo per la C o alla fine sarà una lotta solo con i biancorossi?
«Il risultato tra Forlì e Tau non cambia nulla nell’economia del nostro campionato, anche perché la strada è ancora lunga e mancano ben 12 giornate. Il Tau sembrava già in difficoltà nella seconda parte del girone d’andata, poi si è rialzato ed è tornato al comando, vincendo tutte le partite del ritorno prima di Forlì. Sono solidi e organizzati, quindi non sarà una lotta a due ma una lotta a tre. Sono convinto che ce la giocheremo fino alla fine, perché i nostri avversari sono davvero forti. Ma alla fine speriamo di spuntarla noi, perchè vincere il campionato è il nostro unico obiettivo».