Calcio D, il Ravenna ha aumentato il proprio fatturato ma per raggiungere il Forlì servono altri gol

Nelle ultime due partite di campionato il prefisso per chiamare dal Benelli è sempre stato lo stesso: il 4-0. Il Ravenna ha archiviato le due pratiche (contro Imolese e United Riccione) a suon di gol e di consensi: prima un poker rifilato ai rossoblù e poi un altro poker ai danni dei biancazzurri, che a Ravenna non hanno mai tirato in porta. L’unica brutta notizia è arrivata dall’Emilia, dove il Forlì ha vinto al 95’ sul campo del Lentigione restando ancora avanti di 2 punti in classifica, quando mancano soltanto 180 minuti al tanto atteso scontro diretto dello stadio Morgagni in programma domenica 23 marzo. Ma la strada che conduce alla partita che vale una stagione è ancora abbastanza lunga e così, dopo aver analizzato il comportamento e la forza delle difese, il nostro zoom si sposta sull’attacco. Come si stanno comportando i reparti offensivi della capolista e del Ravenna?
DUE GOL A PARTITA
Gli 8 gol rifilati a Imolese e United Riccione hanno permesso al fatturato del Ravenna di lievitare, anche se in classifica «pesa» lo 0-0 di Piacenza, un pareggio che ha permesso al Forlì di operare il sorpasso. Nelle prime 8 giornate del girone di ritorno la squadra di Marchionni ha «mantenuto» la propria produzione offensiva. Con 16 gol realizzati, nel 2025 i giallorossi viaggiano al ritmo di 2 reti spaccate a partita. Si tratta della miglior media stagionale, che curiosamente è la stessa del girone d’andata tenuta da Marchionni nella prima parte della sua avventura in Romagna. Con Antonioli i gol erano stati appena 9 nelle prime 7 giornate di campionato (media di 1.28 a gara), mentre nelle prime 10 partite disputate con l’ex ala di Parma e Juventus erano stati segnati 20 gol. Curiosamente, in questo lasso di tempo, il Ravenna non aveva segnato solo in una gara (in casa contro il Tau), proprio come nel ritorno, con lo 0-0 del Garilli in occasione dell’ultima trasferta. Morale: da quando c’è Marchionni il Ravenna ha sempre mantenuto la media di 2 gol a partita. Se il grande protagonista del girone d’andata e delle prime settimane del 2025 era stato Manuzzi, che resta il capocannoniere della squadra con 10 gol, la gara contro il Riccione ha esaltato anche le altre punte: Di Renzo ha firmato una doppietta, raddoppiando il numero di gol (appena 2) realizzati in precedenza e lo stesso discorso vale per Guida, salito a quota 2, mentre Lo Bosco si avvicina a Manuzzi (7 reti). Per una volta, insomma, non è servito Manuzzi ma ha segnato tutto il resto del parco attaccanti e questa è la notizia migliore in vista del rush finale, perché ci sarà bisogno dei gol di tutte le punte.
MIGLIOR ATTACCO
Se il Ravenna è salito a quota 45 gol complessivi, il Forlì continua ad aggiornare sistematicamente e regolarmente la colonna delle reti realizzate. Per trovare una partita senza gol dei Galletti bisogna tornare indietro di quasi un girone. L’ultima gara senza reti è proprio il derby dell’andata al Benelli, terminato 2-0 per i giallorossi. Successivamente la squadra di Miramari ha segnato 33 gol in 14 giornate, viaggiando alla media di 2.35 gol a partita. Ma, nell’ultimo mese, pur avendo sempre vinto, il Forlì ha faticato a trovare la via della rete: a Lentigione lo 0-1 è arrivato al 95’, ma anche nelle tre gare precedenti i biancorossi avevano sempre vinto con il medesimo punteggio, dimostrando di non essere più la macchina da gol di prima. Anche il Forlì ha solo un giocatore in doppia cifra: si tratta di Elia Petrelli, autore di 10 gol. Alle sue spalle ci sono un esterno come Macrì (7) e un centrocampista come Campagna (6) mentre a quota 5 c’è un altro esterno come Farinelli. Nel 4-3-3 di Miramari segnano praticamente tutti e, al momento, il gol più importante della stagione lo ha realizzato Michele Trombetta, salito a quota 2 nel momento giusto.