Basket B Nazionale, il caso-Chieti e la rabbia di Nicoletti: «OraSì Ravenna, così fa molto male: dovremo salvarci due volte»

Agostino Galegati
Dal 4 febbraio al 2 marzo: con quattro settimane di ritardo si è interrotta l’agonia, sportivamente parlando, di Chieti. Se un mese fa l’arrivo di denaro fresco per appianare i debiti immediati con Lega e Federazione avevano dato l’idea che il girone Sud potesse concludersi senza scossoni, tutto è stato di fatto vanificato dal rompete le righe e dalla conseguente rinuncia alla trasferta a Fabriano, la seconda stagionale, che ha sancito in questi giorni l’estromissione dei teatini dal raggruppamento.
IL REGOLAMENTO
Di conseguenza c’è chi si dispera, chi piange e chi di fatto ci «guadagna», perché il regolamento in questi casi è chiaro. Si dividono in tre categorie le rimanenti 19 compagini e purtroppo Ravenna rientra proprio tra le «disperate», cioè tra quelle squadre a cui sono stati o verranno decurtati ben 4 punti in classifica. Oltre ai bizantini, in questo gruppo figurano entrambe le Montecatini, Virtus Roma, Caserta e Sant’Antimo. Tra chi perderà solo 2 punti ci sono la capolista Roseto, Ruvo di Puglia (futura avversaria dei romagnoli domenica al Pala Costa), Luiss Roma, Jesi, Chiusi, Salerno, Piombino, Latina e Rieti. Chi invece non perderà terreno, o perché ha perso entrambi i propri impegni o perché doveva ancora affrontare Chieti al ritorno, figurano Pielle Livorno, Fabriano, San Severo, Cassino, cioè le squadre più «fortunate». Alla luce di questo da regolamento scompare la retrocessione diretta che avrebbe colpito la ventesima della classe e Ravenna, grazie al fieno in cascina messo nel mese di febbraio con quattro vittorie consecutive e il successo prezioso di Jesi con una brillante prova di squadra ma anche l’aver sofferto il ritorno marchigiano dal +17 al +4 finale, si trova soltanto 2 punti sopra la zona play-out, che attualmente vedrebbe impegnate Rieti, Latina, Cassino e Piombino.
L’AMAREZZA
Non nasconde la propria amarezza il nuovo direttore generale del sodalizio di viale della Lirica, Lorenzo Nicoletti: «Dentro di me - spiega - e probabilmente anche dentro chi fa parte del gruppo di lavoro, c’era la certezza che Chieti non avrebbe portato a termine la stagione nonostante il salvataggio sul gong di un mese fa (e anche l’aver rinunciato a tre giocatori importanti come Bechi, Vettori e Hadzic, ndr). Se da una parte si può reagire con un sorriso comunque beffardo, dall’altra c’è tantissima amarezza per aver visto vanificato una parte importante del nostro lavoro che ci avrebbe portato a poche vittorie dalla salvezza diretta in anticipo. Viste come sono andate le cose dovremo di fatto salvarci due volte, rimboccandoci le maniche e lavorando sodo come abbiamo sempre fatto. Ci dovrà pensare la politica a che non si ripetano cose del genere». Forse anche alla luce del sentore di un addio di Chieti nell’ultimo giorno utile il mercato in entrata di Ravenna ha fatto registrare l’arrivo dell’interessante prospetto, figlio d’arte, il play-guardia fisicato Niccolò Malaventura, figlio di quel Matteo che ha vestito i colori giallorossi nella stagione 2015-2016 con 223 in 30 presenze e i play-off sfiorati con il nono posto al termine della prima fase. Malaventura junior, ex Capo D’Orlando, ha già esordito a Jesi con un minutaggio interessante di otto minuti, facendo vedere un buon sincronismo nel reparto esterni, abnegazione difensiva anche se la prima con la nuova squadra non è stata bagnata dai primi punti a referto. Magari tenendoseli per l’impegno casalingo con Ruvo di domenica, altra squadra d’alta classifica ma che già all’andata ha dimostrato che Ravenna la può far soffrire.