Conflitti e diritti umani: due eventi internazionali dedicati a Iran e Palestina nell’ambito del Festival delle Culture
Il Festival delle Culture, quest’anno con il titolo Oltre il Conflitto, entra nel vivo, proponendo alla cittadinanza due eventi internazionali che testimoniano il coraggio e la resilienza di due popolazioni, iraniana e palestinese, in una sorta di tragica epica dei diritti umani.
La forza del coraggio: diritti umani in Iran
Il primo evento si terrà il 28 marzo, dalle 10 alle 13, alla sala Muratori della Biblioteca Classense. Si intitola La forza del coraggio: diritti umani in Iran ed è un dialogo tra il giornalista e scrittore iraniano Taghi Rahmani (definito da Reporter senza frontiere “il giornalista più spesso incarcerato”, dal 2012 in esilio in Francia insieme ai figli) e il portavoce nazionale di Amnesty International Italia Riccardo Noury. L'evento è in collaborazione con l’Università di Bologna.
“L’Iran continua ad essere teatro di gravi violazioni dei diritti umani. Il movimento di protesta ‘Donna Vita Libertà’ subisce forti repressioni in quella che può essere definita, a tutti gli effetti, una guerra contro le donne – dichiara l’assessora all’Immigrazione Federica Moschini –. Il dissenso viene punito con l’incarcerazione, la tortura e la pena di morte, strumenti di oppressione ai quali il governo fa sempre più ricorso”.
In questo clima, attivisti, giornalisti e cittadini comuni rischiano la vita per aver espresso un'opinione o per aver difeso i diritti delle donne e delle minoranze. Taghi Rahmani è testimone di questa realtà. Ha pagato con oltre 14 anni di prigionia e torture il proprio impegno per la libertà di espressione ed è attualmente impegnato in una campagna per la scarcerazione della moglie, Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, agli arresti domiciliari in Iran per il proprio attivismo.
“L'incontro con Taghi Rahmani è di grande importanza: insieme ai figli, è la parte della famiglia di Narges Mohammadi che, dall'esilio, porta avanti una campagna, affiancata da Amnesty International e da altre organizzazioni per i diritti umani, per la scarcerazione della premio Nobel per la pace 2023 – afferma Riccardo Noury – L'idea che una persona, che s'impegna per la pace, sia chiusa in una cella, dà l'idea della spietatezza delle autorità iraniane verso chiunque lotti in modo pacifico per l'affermazione dei diritti umani. Ringrazio il Festival delle Culture per l'opportunità di dare risalto alla storia di Narges Mohammadi e dei movimenti per i diritti umani in Iran".
La mostra "I Grant You Refuge"
Il secondo importante evento internazionale del Festival delle Culture vedrà Ravenna accogliere, da aprile a giugno, I Grant You Refuge, una mostra diffusa, che trasforma lo spazio pubblico in un luogo di riflessione collettiva sui diritti umani, sul dramma del conflitto e sulla necessità di proteggere la dignità di ogni individuo. Attraverso una serie di manifesti di grande e medio formato lungo le principali strade della città, grazie alle foto scattate da sei fotoreporter. L’iniziativa porta sotto gli occhi di tutti immagini che raccontano storie di resistenza, speranza e umanità a Gaza.
I Grant You Refuge è una mostra fotografica collettiva, curata dal fotografo Paolo Patruno, il cui titolo trae ispirazione dall’omonima poesia della scrittrice e poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa il 20 ottobre 2023 nella sua casa nel quartiere Manara di Khan Yunis, durante un bombardamento.
Autori di questi scatti sono Shadi Al-Tabatibi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Saeed Mohammed Jaras, Omar Naaman Ashtiwi e Jehad Al-Sharafi.
“Essere un giornalista a Gaza non significa solo tenere in mano una macchina fotografica, significa rischiare tutto per mostrare al mondo la verità. I fotografi non sono immuni dalla violenza che documentano, sono sulla linea di fuoco e vengono presi di mira proprio come le persone tra cui si trovano – afferma Shadi Al-Tabatibi, uno dei fotografi i cui scatti compongono la mostra –. A Gaza, dove la vita e la morte sono spesso separate da pochi istanti, questi fotografi non si limitano a scattare foto, ma le vivono. Ogni scatto è un battito di cuore, ogni immagine è una testimonianza. Queste storie, crude e non filtrate, devono essere condivise per ricordare al mondo le lotte, i sacrifici e la speranza incrollabile di ogni fotoreporter, di ogni palestinese”.
Le organizzazioni internazionali testimoniano che a Gaza vi è una percentuale altissima di giornalisti e fotoreporter uccisi in un conflitto, dramma nel dramma, che ricorda quanto sia importante il giornalismo indipendente di denuncia.
A Ravenna, I Grant You Refuge assume la forma di una mostra a cielo aperto, un’opera collettiva che invita a fermarsi e a interrogarsi su quanto può fare ognuno e la comunità internazionale nel riconoscere e difendere i diritti fondamentali. Il progetto documenta sofferenze e morte della popolazione civile che i media non sempre riescono a raccontare. L'assenza di immagini rischia di generare distacco, superficialità, mancanza di conoscenza, scarsa percezione dei fatti. Le foto ospitate a Ravenna trasmettono una quotidianità compresa oggi solo in parte.
Oltre all’esposizione in esterno, le foto troveranno spazio anche in alcune sale della città e presso le sedi di enti che vorranno aderire alla campagna di informazione. L’elenco delle sedi in cui la mostra sarà visitabile verrà pubblicato su https://bit.ly/Festivaldelleculture