Ravenna, il musicista Giampaoli parla dei suoi ultimi lavori: «Un mare di collaborazioni dal Cisim a Race e Moder»

Elena Nencini
Jazz, songwriting e musica etnica sono i campi in cui si muove solitamente il musicista di Lido di Dante Francesco Giampaoli, che ha pubblicato il nuovo brano «Londra e la Cina» per Brutture Moderne, distribuito da Believe. Giampaoli, che si occupa anche di composizione e produzione, ha realizzato un brano groovy dall’atmosfera giocosa che parla di universi lontani e amore. Due le collaborazioni che hanno contribuito alla realizzazione del nuovo brano la performer tedesca Nina M e il milanese Marquis, con cui l’artista aveva già collaborato in passato. “Londra e la Cina” esce in due versioni: quella originale scritta da Francesco Giampaoli e il remix del milanese Marquis (1996), noto per il suo lavoro di produzione e direzione artistica fatto per Il Mago del Gelato.
Giampaoli, come nasce il nome del brano?
«“Londra e la Cina” parla dell’incontro/scontro di mondi lontanissimi e di amore. “Londra e la Cina”, capitalismo e comunismo. La parte tematica del brano è svolta, in tono giocoso e divertito, da un lui e da una misteriosa lei, universi lontanissimi che si incontrano, che giocano e che si perdono, poi si vedrà. In un mondo in cui tutto si misura e si monetizza l’amore a volte può far sgretolare queste regole, è un dono che alimenta se stesso senza chiedere nulla in cambio al di la delle incomprensioni e dei risultati».
Come è nata la collaborazione con Marquis?
«La stessa collaborazione con Marquis dimostra quanto il toccarsi di universi lontani possa essere fecondo; io non sono mai andato volentieri in discoteca, non mi piace, mentre lui, oltre ad essere autore e musicista, è anche un dj, praticamente il Re della festa. Anche se alcuni nostri lati sono praticamente opposti da quando ci siamo conosciuti nel 2020, in studio da me quando venne con Marianne Mirage per scrivere e registrare il disco Mirage, abbiamo fatto molta musica assieme».
E’ appena uscito «Pellegrino», terzo album dei Manuel Pistacchio.
«Abito a duecento metri dal mare, il mio studio si chiama appunto “Al Mare”, questo influisce ovviamente sulla mia percezione del mondo e sul mio approccio alla creatività. La costa romagnola, Lido di Dante nello specifico, è un territorio in continua mutazione anche solo rispetto alle stagioni, piena di turisti d’estate e completamente in letargo in inverno. La prima volta che incontrai Diego Pasini e Lorenzo Camera, i miei compagni dei Manuel Pistacchio, ebbi la sensazione di conoscerli da sempre malgrado siano di una generazione lontanissima dalla mia. Anche loro sono cresciuti a pochi metri dal mare e probabilmente le nostre sensibilità musicali sono cosi vicine anche per questo. Il nostro nuovo disco “Pellegrino” è uscito da pochi giorni e lo suoneremo live nei prossimi mesi. In realtà abbiamo già fatto qualche concerto in giro per l’Italia e ci sta dando molte soddisfazioni».
Le collaborazioni con altri artisti sono una delle sue caratteristiche, novità per il futuro?
«Mi piace molto collaborare: a novembre è uscito il disco “Bassona” che ho scritto assieme a Koralle, nei prossimi mesi ci rivedremo con Hugo Race e i Fatalists per registrare il nuovo disco. Presto farò anche uscire le musiche che ho scritto per gli spettacoli del Grande Teatro di Lido Adriano che vanno in scena al Cisim in primavera. A giugno uscirà un singolo composto assieme a Moder».
Come definirebbe la sua musica?
«Trovo ispirazione in musiche apparentemente lontane tra loro, se per gioco dovessi dare dei punti cardinali potrebbero essere da Duke Ellington a Lou Reed, da Mulatu Astatke a Paolo Conte».