Giorno della Memoria in Romagna, le «Pietre d’inciampo» che da dieci anni crescono nelle città

Alla fine del 2024 le Stolpersteine in Emilia-Romagna sono oltre trecento. Le «Pietre d’inciampo» sono un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’iniziativa, attuata in diversi paesi europei, consiste nell’incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sulla faccia superiore. L’espressione «inciampo» deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell’opera. La prima pietra d’inciampo in Emilia-Romagna è stata collocata a Ravenna il 13 gennaio 2013. E’ dedicata a Roberto Bachi (Torino 12 marzo 1929 - Auschwitz ottobre 1944), la pietra si trova davanti alla scuola che frequentò durante l’anno scolastico 1937/1938. In Romagna sono una quarantina le pietre collocate: 1 a Ravenna, 1 a Faenza, 2 a Lugo, 7 nuove saranno posate a Lavezzola (Conselice) e altre 7 a Riolo Terme, mentre sono 9 a Cesena e ben 14 a Forlì.
A LAVEZZOLA (CONSELICE) SETTE NUOVE PIETRE
In occasione del Giorno della memoria, a Conselice ci sarà una cerimonia di posa delle pietre d’inciampo realizzate in memoria degli ebrei lavezzolesi deportati e uccisi ad Auschwitz. L’appuntamento è per lunedì 27 gennaio alle 10.30 davanti alla casa comunale di Lavezzola, in via Bastia 265. L’iniziativa prevede l’installazione di sette pietre d’inciampo, realizzate dall’artista Gunter Demnig. Le pietre sono dedicate ai componenti di due famiglie ebraiche che erano sfollate a Lavezzola durante la Seconda guerra mondiale e dove furono poi catturate e deportate. La comunità conselicese da decenni ha ricordato questo episodio, attraverso celebrazioni e una lapide posta sulla casa comunale. Per iniziativa delle sezioni Anpi «Giovanni Piani» di Lavezzola e «Francesco Zini» di Conselice e San Patrizio, che hanno avviato il procedimento per la richiesta delle pietre all’artista, sono giunte in Italia e sono state esposte nell’atrio del municipio dal 29 ottobre 2024, in attesa della posa.
A RIOLO TERME ALTRE SETTE PIETRE
Il Comune di Riolo Terme ha completato l’iter per la posa di pietre d’inciampo a ricordo dei cittadini italiani di origine ebraica deportati da Riolo ad Auschwitz, dove trovarono la morte. Dopo l’8 settembre 1943 numerose famiglie bolognesi avevano cercato rifugio nella cittadina termale romagnola, che allora si chiamava Riolo dei Bagni, sperando di scampare ai bombardamenti che si aspettavano nel capoluogo: fra queste, alcune persone di origine ebraica ed in particolare Angelo Piazza (68 anni), la moglie Margherita Ascoli (57 anni) e la figlia Maria Luisa Piazza (34 anni), Elsa Bidussa (40) con le figlie Vera Pinto (18 anni) e Wanda Pinto (15 anni); tutti arrestati il 5 dicembre 1943. Alle sei vittime, momentaneamente residenti a Riolo, i nazi-fascisti aggiunsero la viennese Sabine Haas, arrestata in treno su un convoglio proveniente da Napoli. La Cerimonia per la posa delle Pietre d’Inciampo si svolgerà sabato 25 gennaio 2025 alle ore 10, con partenza dal Municipio di Riolo Terme. Seguirà presso la Rocca di Riolo Terme la presentazione della ricerca, svolta dalla ricercatrice Elena Pirazzoli, riguardante la famiglia Piazza. L’iniziativa ricade nel progetto «Le 127 giornate di Riolo Terme», che intende valorizzare l’80° Anniversario della Liberazione, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi della L.R. 3/2016 «Memoria del Novecento».