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«La Regione Emilia-Romagna convocherà a breve un tavolo della chimica. Serve una nuova discussione per la tenuta di questo settore strategico nel nostro Paese: un progetto unitario sugli investimenti di qualità necessari per governare la transizione verde. Per Ferrara e Ravenna, e in generale per il quadrilatero petrolchimico, vuol dire fare un grande accordo di programma con il Governo, le istituzioni locali e tutti i soggetti coinvolti per gli investimenti necessari a rendere competitivi questi luoghi dal punto di vista energetico, logistico, dell'utilizzo dell'acqua, delle competenze. E mantenere così occupazione e produzione».
Lo ha annunciato martedì 11 a Pontelagoscuro (Fe) il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, green economy, energia, Vincenzo Colla, partecipando ai lavori dell’incontro pubblico «Governo e Eni chiudono la chimica di base in Italia e così condannano l’industria italiana al declino», organizzato dalla Cgil per fare il punto sulla possibilità di chiusura dei due impianti di cracking a Priolo (Sr) e Brindisi, dopo quelli di Porto Torres (Ss), Gela (Cl) e Porto Marghera (Ve). «Non bisogna far morire la chimica nel Paese, perché è trasversale a tutti i settori, dal biomedicale al tessile, fino all’auto e all’edilizia - ha sottolineato Colla -. Per farlo, è necessario avere una visione industriale unitaria, portandola nelle sedi di discussione in Europa. Dobbiamo quindi ripensare questi luoghi e utilizzare la ricerca per affermare una transizione verso un approdo sostenibile - ha concluso -, consapevoli che la chimica è protagonista assoluta e imprescindibile della transizione green».
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