La Gigacer di Faenza punta a crescere con nuovi formati e colori Le Corbusier
Investimenti e la ricerca sempre della maggiore qualità possibile. E’ questa la filosofia dell’industria ceramica Gigacer di Faenza che si è tradotta in piastrelle con nuovi formati e nuovi colori che strizzano l’occhio agli architetti di tutto il mondo.
Si è infatti concretizzato a fine agosto l’importante investimento («alcuni milioni di euro») che l’impresa faentina ha fatto per una linea con un macchinario Sacmi (cooperativa imolese leader mondiale nella produzione di queste apparecchiature) «Continua Plus» che permetterà di produrre nuovi formati 120x250 centimetri. Delle «mega piastrelle» che strizzano l’occhio a designer e architetti, come anche i nuovi colori firmati Le Corbusier grazie ad un accordo di esclusiva con l’omonima fondazione francese che rende omaggio al noto architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese.
«Sono novità importanti per Gigacer, dalle quali ci aspettiamo molto - spiega la project manager Barbara Savorani -. La ‘Continua Plus’ rappresenta un investimento importante da alcuni milioni di euro per i prossimi anni. Stiamo mostrando i primi risultati della nuova linea 120x250 che per noi è un nuovo record. Volevamo fortemente questo formato che consideriamo il più adatto a un certo tipo di pubblico e dal quale ci aspettiamo tantissimo».
Abbiamo ottenuto dalla fondazione la licenza in esclusiva per utilizzare i 63 colori che Le Corbusier aveva scelto per l’architettura. Di questi ne abbiamo selezionati in un primo periodo 12, poi implementeremo la scelta. La serie ha un gran bell’impatto sul mondo dell’architettura: abbiamo grandi aspettative».
D’altronde l’obiettivo di Gigacer è quello di «elevare ulteriormente il target che per noi significa un segmento medio/alto».
E allora un’occasione migliore del Cersaie (che finirà venerdì 30) per raccontare queste novità non poteva esserci. «Abbiamo lavorato molto quest’estate, senza vacanze, ma per queste due importanti novità ne valeva assolutamente la pena - continua la project manager faentina -. Nei primi giorni in fiera abbiamo notato grande curiosità, ma i bilanci si fanno alla fine. Sicuramente per noi può e deve rappresentare un bel cambio di passo».
I numeri di Gigacer parlano di una realtà da circa 25 milioni di euro di fatturato e oltre sessanta addetti. «Esportiamo la maggior parte, potremmo dire la quasi totalità, del nostro prodotto - conclude Barbara Savorani -. I mercati principali sono quelli dell’Europa, del Sud America, ma stiamo avendo primi approcci interessanti anche in Nord America. Poi andiamo bene in Medio Oriente e Australia».
Christian Fossi
Foto Raffaele Tassinari